Le Infiorate

il palio e l'arte

Le Infiorate

Nell'ambito delle manifestazioni che dal 1995 si svolgono ogni anno a Fabriano nel mese di Giugno per il Palio di San Giovanni Battista (si ha notizia di un Palio fabrianese dallo Statuto comunale del 1436), gli infioratori dei quattro rioni (facenti parte dell’Associazione Nazionale delle Infiorate Artistiche “Infioritalia”) si misurano in una competizione incentrata sulle Infiorate artistiche. Tra i chiostri e le piazze del centro storico, luoghi di rievocazione storica del Trecento Fabrianese che fu età aurea per la città, si realizzano ogni anno per la festa patronale stupendi tappeti di fiori quale splendido raccordo di arte collettiva, religiosa e popolare insieme.
I bozzetti predisposti dagli artisti locali, in virtù di una paziente e sapiente composizione di erbe, fiori e specie arbustive, si tramutano ad opera dei portaioli in scene e figure dedicate al culto di San Giovanni Battista.
Nel 2002 è stata organizzata la prima edizione, avente carattere internazionale, della Rassegna di Infiorate Artistiche ''L'Europa Infiora Fabriano'', sul tema: “Il Medioevo tra Leggenda e Storia”. A questa hanno lavorato, nell'arco di una notte e di un giorno, oltre 400 Mastri Infioratori provenienti da tutta Italia e da diversi stati europei.

infiorata

Pisana

Quartiere Pisana

infiorata

Borgo

Quartiere Borgo

infiorata

Piano

Quartiere Piano

infiorata

Cervara

Quartiere Cervara

le infiorate dell'edizione 2018

I Bozzetti

Porta del Borgo

Chiara Martinelli
autrice del bozzetto dal titolo POLITTICO DELLE ARTI
Il mio bozzetto nasce dall’intento di rappresentare quanto profonde, antiche e poliedriche siano le radici della creatività fabrianese. Quando si pensa a Fabriano viene subito in mente la carta con la sua produzione secolare. La corporazione dei Cartari, per quanto fiorente ed importante, era però solo una delle tante che caratterizzavano l’orizzonte industrioso della città dei Chiavelli nel 1406. Sulle sponde del fiume Giano era un brulicare incessante di officine ed artigiani.
Nel bozzetto, a rappresentanza di questa moltitudine eterogenea sono le quattro figure umane ospitate negli altrettanti pannelli laterali, ognuna simbolo di una precisa Corporazione presente nella Fabriano di quegli anni: dei Fabbri, dei Conciatori, dei Cartari e della Lana. Sono immortalati con alle spalle scorci delle loro botteghe e degli strumenti del mestiere.
Quattro sono anche i colori con cui ho voluto differenziarli – blu, verde, giallo, rosso -: i colori delle quattro Porte, su cui la città di fonda. Non sono posti a titolo di rivalità, ma come omaggio alla creatività che tutt’oggi è insita in ogni Porta. Gli stessi colori fanno da sfondo agli stemmi delle Corporazioni, ospitati nelle cuspidi superiori.
Figura dominante, non solo del pannello centrale, ma dell’intera composizione, è Chiavello Chiavelli, sormontato dallo stemma di famiglia, in dialogo con gli stemmi delle Corporazioni cui si affianca. È lui che procede fiero a cavallo, tra sbandieratori festanti, fiducioso del proprio futuro e di quello della città di cui è Signore. Con una politica mirata e lungimirante, riuscì ad alimentare il focolare della creatività che, già propria dei nostri artigiani, ebbe così modo di imporsi oltre i confini territoriali. Per questo è Chiavello Chiavelli a reggere, come fosse un’eredità, la moderna bandiera del comune di Fabriano, che si rifà, per la forma, al logo scelto per Fabriano Città Creativa UNESCO 2013.
La cornice del polittico dà unità alla composizione e vuole essere omaggio ad una figura di spicco della pittura dell’epoca (e, se vogliamo perciò, possibile esponente di una ulteriore Arte): Gentile da Fabriano, con il suo Polittico di Valle Romita, realizzato proprio intorno al primo decennio del Quattrocento per l’eremo francescano di Val di Sasso.
Nel complesso, lo stile che ho voluto ricercare per i cinque pannelli figurativi si rifà all’iconografia della fine del Trecento, che ho piacevolmente scoperto ed ammirato nella chiesa di San Venanzo e di San Domenico. Il cielo stellato che fa da sfondo al polittico deve essere letto anch’esso come prosecuzione e rimando a tale gusto goticheggiante.

Polyptych Of The Arts
Author: Chiara Martinelli
The purpose of the sketch is to introduce the viewer to the deep, ancient and multifaceted roots Fabriano’s creative spirit stems from. The first craft that comes to mind when thinking of Fabriano is undoubtably the centruries-old art of paper making. The Corportation of Paper Masters, despite its cultural impact and thriving business, was just one instance in the ample spectrum of associations that were flourishing in the industrious city of Chiavelli in 1406. Countless workshops and artisans crowded the banks of the Giano river during that time.
In the foreground we can see four human figures enclosed in just as many panels, each of them symbolizing a specific Trade Corporation: Blacksmiths, Tanners, Paper Masters and Wool Makers. In the background, there is a glimpse of their workshops and tools.
In line with the theme of the sketch, I wanted to differentiate the four trades by using distinct colors: blue, green, yellow and red, the official colors of the four Gates that divided the city into sections. These colors are not meant to represent the rivalry between the Gates; they are actually a tribute to the inherent creative talent that each Gate and its artists still possess today. The emblems of the Gates are respectively portrayed on each color and they are located in the upper pinnacles.
Chiavello Chiavelli, lord of the city, is depicted in the middle, with his family crest located over his head. He is proudly advancing on horse surrounded by lively flag twirlers and confident in his path and the future of the city. His political focus and foresight enabled him to extend his reach beyond the city borders and also promoted the already blooming creativity of the artisan world. Hence, his key role in this work: he is in fact the one carrying Fabriano’s modern flag whose layout reminds of the logo designed for the “Fabriano, UNESCO Creative City 2013” meeting.
All the elements are embedded in a frame that is a tribute to a prominent artist at that time, painter Gentile da Fabriano, creator of the Polittico di Valle Ramita (Polyptich of Valle Ramita). The painting, which was commissioned by the Fransiscan Hermitage of Val di Sasso, dates back to the first decade of the 14th century.
The style that I chose for the four panels was inspired by the iconography of the 13th century that I had the pleasure to appreciate in the cathedral of San Venanzo and the church of San Domenico. The starry sky in the background of the sketch is also meant to be a reference to that Gothic style.

Porta Cervara

Titolo: Abbraccio
Tutta l’essenza di Fabriano Città Creativa dell’UNESCO si rivela in un vortice di colori che percorre geometricamente il bozzetto culminando nella scena centrale occupata dall’Artigianalità che, ritratta come donna, viene raffigurata nell’atto simbolico di stringere la mano dell’UNESCO in segno di omaggio alla Creatività di Fabriano. La scena centrale, racchiusa in un vero e proprio abbraccio, è incorniciata da motivi floreali e geometrici che con i loro colori vivaci conferiscono luminosità ed energia al disegno. L’angolo in alto a sinistra svela un prezioso scorcio della Piazza del Comune che si affaccia sull’intera scena, coronata all’estremità dal simbolo dell’UNESCO.
L’artista propone di celebrare Fabriano e le sue tradizioni proiettandola in una prospettiva innovativa.
Per la realizzazione del bozzetto sono stati utilizzati colori acrilici che si prestano perfettamente allo stile geometrico del disegno.

The Hug
A color vortex that outlines a geometric pattern in the sketch unveils the true essence of Fabriano, host of the UNESCO Creative Cities project in 2019. The vortex leads the viewer’s eye to the central scene where a woman, symbolizing the idea of craftsmanship, is shaking a hand, representing the UNESCO. The main scene, a tribute to the city’s creativity, is enclosed in a true embrace of floral and geometric patterns. The use of vivid colors confers brightness and energy to the drawing. The top-right corner offers an exquisite glimpse of Piazza del Comune (Town Square) overlooking the entire scene, with the UNESCO logo positioned at the top.
The artist intends to celebrate Fabriano and its traditions projecting the city into an artistic perspective.
To complete the sketch, the artist opted for acrylic colors which best suit the predominantly geometric style.

Concetta Daidone

Porta del Piano

Titolo: Fabriano in scena
Fabriano è in una scena teatrale, i cui attori sono paesaggio, monumenti, scorci e personaggi della città di ieri, che resta ancora oggi.
La maestosa figura di San Giovanni Battista divide lo sfondo in due sezioni; a sinistra il tenue tramonto incornicia il panorama fabrianese, a destra una vetrata artistica contrasta il paesaggio con richiami alle creazioni del noto artista locale Guelfo Bianchini, in onore del quale è stato recentemente inaugurato in città il museo Guelfo e al quale si devono le numerose vetrate nelle chiese fabrianesi.
Tre sono le figure protagoniste della scena; la più grande impersona Giovanni Battista, patrono di Fabriano che veglia sulla città e la protegge. Il suo velo avvolge il teatro Gentile e funge da sipario; lì vanno in scena la fontana Sturinalto ed il palazzo del Podestà, che posizionate in corrispondenza del petto del Santo, rappresentano il cuore della città, il quale finisce per fondersi direttamente con il palco del teatro.
Per creare continuità con il panorama, a sinistra è posizionata una donna: raffigura l’arte dell’infiorare e tutte le infiorate artistiche della città; è intenta a presentare Fabriano allo spettatore, lasciando cadere con la mano lievi petali colorati sui gradini del palco.
Alle spalle della donna, scorre lento il fiume Giano, fino a ritrovarlo nella parte destra del disegno a fare da sfondo alla terza figura: il Mastro Cartaio, intento nell’arte peculiare della città, la lavorazione della carta.
La scena è incorniciata in alto da una fantasia dorata proveniente da Gentile da Fabriano, a donare preziosità al panorama ed ai personaggi dell’ambiente fabrianese.

Fabriano on stage
Fabriano is set in a theatrical scene where the landscape, monuments, sights and figures from the past are the actors.
The majestic figure of San Giovanni Battista divides the background in two sections. On the left, we can appreciate a sunset enveloping the city; on the right, there is an artistic glass window in contrast with the landscape and it references artworks by the renowned local artist Guelfo Bianchini. A museum was recently openend in honor of said artist who is the creator of the numerous glass windows in the churches around the city.
There are three main elements depicted in the scene; the biggest one is Giovanni Battista, protector of the city. His veil wraps the Teatro Gentile (Gentile Theatre) and works as a curtain for its stage. Fontana Sturinalto (Sturinalto Fountain) and Palazzo del Podestà (Podestà Palace), which represent the heart of the city, are both painted in correspondence with the protector’s chest and finally merge into the stage itself.
In order to give a sense of continuity between the main elements and the rest of the view, a female figure, symbolizing the art of floral displays, was positioned standing on the left. She is intent on introducing Fabriano to the audience and gently dropping colorful petals on the steps.
The Giano river slowly flows behind the woman and reaches the right side of the sketch, where it serves as a background for a third character: the Paper Master. He is absorbed in his craft, unique to the city.
The whole scene is framed on the top by a golden pattern (a favorite in Gentile da Fabriano’s works) that bestows a precious aura to the landscape and the characters.

Charlotte Faderin
Nicola D’Alterio
Veronica Lilli

Porta Pisana

Il bozzetto OMNIA IN MANIBUS TUIS, dedicato al tema: “A.D. 1406 Fabriano città creativa”, rappresenta un affresco tridimensionale nel tempo e nello spazio della città di Fabriano.
Un viaggio all’interno delle arti e dei mestieri, lungo un percorso che parte dall’epoca medievale e che intende armonizzare le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile – economica, sociale ed ambientale gettando un ponte con il futuro attraverso la creatività.
In lontananza sono raffigurate le montagne dell’appennino, si intravedono le sorgenti del fiume Giano che irrorano una valle ricca di coltivazioni, circondata dai suoi colli lavorati in gran numero da vigne mentre i campi di grano e di altri cereali si estendono nei boschi ed in pianura.
Lungo le sponde del fiume si sviluppano le attività economiche dell’antica Fabriano, si esercitano le varie “arti”, tra cui si distinguono quelle dei Fabbri, dei Lanaioli, dei Calzolai, dei Conciatori di pelle, dei Guarnellari (fabbricanti di abiti da lavoro per i contadini), dei Merciai e dei Cartari, arte che ha reso famosa la città in tutto il mondo.
Scendendo, una mano laboriosa impugna un pennello, simbolo di una città di grandi artisti, e un foglio di carta fabbricata a mano a testimonianza della volontà di non recidere i legami con una tradizione ultracentenaria. Tra le dita si dipana un filo rosso contrassegno dei lavoratori dell’arte della lana.
Sull’altra sponda del Giano, sullo sfondo, la mano destra accoglie un punteruolo, strumento usato per la lavorazione delle pelli e un gomitolo il cui filo è – gioco di parole – il fil rouge del bozzetto.
Il filo di lana passa dietro alla Fontana Sturinalto, emblema architettonico della città medievale, intreccia delle filigrane preziose – testimonianza di antichi statuti e di nuovi progetti internazionali di grande rilievo – terminando “la sua cucitura”, attraverso l’estremità della cruna di un ago, nel marchio di “Fabriano città creativa”, dove la “F” è intesa anche come “Futuro”.
I colombi viaggiatori, rappresentano una sorta di viaggio nel Tempo, capaci di compiere voli e di tornare poi alla base, custodiscono e comunicano un preciso messaggio: ORA È TUTTO NELLE NOSTRE MANI.
Sopra tutto aleggia “Mastro Marino”, il fabbro simbolo della città di Fabriano, impegnato nel battere il ferro incandescente, a vigilare e difendere una favorevole condizione di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

The sketch titled OMNIA IN MANIBUS TUIS, dedicated to the event “A.D. 1406 Fabriano, UNESCO Creative City”, is a fresco representing the city of Fabriano in a tridimentional perspective both in time and space. It is a journey along the arts and crafts of the city starting from the Middle Ages and it is set to balance the three key aspects of sustainable development, economic, social and environmental, by creating a bridge to the future through creativity.
In the background, the Appennines tower in the distance and the viewer can appreciate a glimpse of the Giano river’s source flowing through a valley abounding with crops and surrounded by hills where mostly grapes are grown, while fields of wheat and other grains spread into forests and plains.
Blacksmiths, Woolmakers, Shoe Makers, Tanners, Guarnellari (manufacturing work garments for farmers), Haberdashers and Paper Masters, whose craft made Fabriano a world-famous city, set up their first workshops along the banks of the Giano.
Further down in the sketch, an industrious hand is holding a brush, representing the artistic soul of the city, as well as a piece of hand-made paper, a testimony to the unbreakable ties with a centuries-old tradition. A red thread, a clear symbol of the wool workers, unravels between its fingers. On the opposite bank, the right hand holds an awl, tipycally used for manufacturing leather, together with a ball of yarn. The thread is a reference to the French expression fil rouge (literary “red thread”) which means common theme.
The thread reaches the back of the Sturinalto Fountain, Fabriano’s architectural emblem, and intertwines with watermark papers representing ancient statutes and new international projects of great significance. The journey of the red thread ends with the city’s trademark “Fabriano, creative city”, after passing through the eye of a needle. The letter “F” here also stands for “Future”.
The homing pigeons, that symbolize a sort of time travel with their ability to fly away and find their way back home, guard and convey a specific message: it is all in our hands now.
The shadow of Mastro Marino, a beloved blacksmith from the city, makes his presence felt while striking white-hot iron. He is a bastion of favorable conditions for a kind of development that ensures the needs of current generations are met without jeopardizing the hopes and dreams of the futures ones.

Sara Giuliani

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