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Tema della XXXII Edizione

«LA CARTA A FABRIANO NEL MEDIOEVO»

Nel settimo centenario della Pia Università dei Cartai, la cui prima
attestazione risale al 1326, Fabriano, Città Creativa Unesco per l’artigianato
e le arti popolari, celebra e rievoca la sua eccellenza. Un viaggio attraverso
i secoli tra tradizione e innovazione. Dalla carta pecudina alla carta
bambacina. Dalle costituzioni di Melfi di Federico II nel 1221 al primo
documento in Carta attestato nell’alta valle dell’Esino nel 1264. Dalle
gualchiere lungo il corso del Giano alla diffusione in tutta Europa della carta
“ad uso” fabrianese: “Faber in amne cudit, olim cartam undique fudit”.
Finalmente veicolo di conoscenza, supporto di saperi, scintilla di progresso
grazie alle innovazioni dei mastri fabrianesi: la pila idraulica a magli multipli
per battere gli stracci; la collatura con gelatina animale ricavata dal
“carniccio” di scarto delle concerie; la filigrana signum di garanzia e qualità.

“Questa, di bianco lin candida prole,
Ch’in grembo a torbid’onda ad uso umano
Nacque formata da maestra mano,
Milla all’uomo arrecar comodi suole.
Spiega con muto suon l’altrui parole,
E vien da presso udita, e da lontano:
Apprende ogni idioma ancorch’estraneo,
E degli studi e’ Madre, e delle Scuole.
Con l’oblio pugna, e n’ottien palma; assale
Morte, e la vince, e ne trionfa ardita,
E fa mal grado suo l’uomo immortale”.

(Francesco Stelluti, Accademico dei Lincei. Fabriano, 1577 – Roma, 1653)

Copertina-2018

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