Le Porte

Porta del Borgo


Castelvecchio per Fabriano rappresenta il primo nucleo abitativo dal quale ha avuto origine. Venne fondato dai profughi del municipium romano di Attidium, fuggiti all’invasioni e alle distruzioni dei goti di Alarico e dei Longobardi di Desiderio. Il nome “Castelvecchio” deriva dal castello costruito da un feudatario nell’anno 800 d.C.. Accanto ad esso fu progettata anche una torre per la difesa e per l’abitazione dei suoi dipendenti e dei fabbri. Verso l’anno mille ci fu la fusione tra Castel Vecchio e Castel Nuovo, simili tra loro e separati da una valletta dove scorreva un proveniente dal colle della Serraloggia.

Intorno a questi due castelli al di fuori della cerchia muraria, col passare dei secoli si erano formati degli agglomerati di case con la propria chiesa San Nicolò, che tra la fine del 1200 e l’ inizio del 1300 vennero inglobati entro la nuova cerchia muraria. Anticamente i confini del territorio erano rappresentati dall’ attuale Corso, dalla via Gentile fino alla fonte Nova, le mura andavano dal ponte di Sant’Agostino alla porta del mercato. Attualmente il nome Castelvecchio è rimasto alla via che sale fino alla chiesa ed al monastero di Santa Caterina Martire.


Porta Cervara


San Giovanni prende il nome dalla presenza di una chiesa, titolata al santo evangelista, fatta costruire intorno al 1253 dal pievano di Attiggio per i parrocchiani residenti nella zona. Questa chiesa, nei primi anni del 1900, venne demolita per far posto alla costruzione della sede della Cassa di Risparmio. Nelle vicinanze della porta Cervara, addossata alla facciata del palazzo Baravelli, fino agli anni cinquanta, c’era una fontana, alimentata da una sorgente proveniente dal colle della Serraloggia, chiamata “Fonte di San Giovanni”. Con la demolizione del palazzo anche la fontana è stata demolita, così andò perduto un angolo storico e caratteristico, che ricordava, insieme alla porta Cervara, e alle case ricavate dal vecchio convento dei francescani (1300), anche esse demolite, uno scorcio caratteristico della Fabriano medioevale.

Al quartiere di San Giovanni erano aggregati due castelli: Cerreto e Collamato e sette ville: Avenza, Cerqueta, San Michele, Santanna, Attiggio, Paterno, Avenale di Chiosia, Serra de Loggia. La porta della Cervara aveva come addetti quattro uomini, di cui uno solo doveva fare la guardia di notte e la stessa cosa accadeva nelle altre tre porte.


Porta del Piano


Il Piano o Poggio comprendeva i due borghi del Piano e della Portella. Col passare dei secoli il nome di Poggio venne in disuso e solo negli atti notarili conservò il nome per indicare il quartiere di appartenenza del testimone, del testatore, del venditore o dell’acquirente.

Questo borgo, sorto fuori della cinta muraria del castrum Podii, venne fondato dai contadini dei territori situati a sud – ovest di Fabriano, che si erano spostati dalla campagna alla città agli inizi del 1200, sfuggendo alle guerre. Costoro dipendevano, religiosamente, dal monastero di Sant’Angelo, che aveva costruito la chiesa di Santa Lucia vetere per gli abitanti.


Porta Pisana


San Biagio venne così chiamato perchè il suo territorio apparteneva alla parrocchia di San Biagio. Si estendeva: dalla Porta Pisana, al lato opposto, verso la chiesa di San Biagio, val Povera, via Bosima, confinando da questa parte con il quartiere San Giovanni (Porta Cervara). La chiesa di San Biagio venne eretta agli inizi del 1200 dai monaci dell’abbazia di san Vittore delle Chiuse, e nel 1232 venne creata parrocchia dal vescovo di Camerino Filippo. La chiesa di San Biagio fu in causa con i frati del convento di Sant’Agostino perchè nella loro chiesa permettevano la sepoltura di alcuni parrocchiani di San Biagio, sottraendo a questo del denaro e in questa lotta venne spalleggiata dal priorato di San Nicolò, che confinava con il convento.

La porta posta nella parte orientale di Fabriano era chiamata Porta Pisana perchè era stata fatta aprire nelle nuove mura nel 1287 dal Podestà Marzucco degli Scornigiani di Pisa. Nel quartiere di San Biagio ebbe la loro abitazione molte famiglie nobili e vi nacquero anche uomini illustri come Gentile e Filippo Montani.